Consolidamento di un complesso di edifici esistenti interessati da cedimenti differenziali in fondazione

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Luogo: Comune di Civitavecchia (RM)

Servizi: Assistenza di tecniche innovative di miscelazione in sito tipo “Soil Mixing”:

  • ideazione interventi
  • campo prova sperimentale
  • direzione lavori

Committente: Condominio Civitavecchia ’70

Periodo esecuzione: 2015 – in corso


Gli edifici in questione fanno parte di un importante piano di espansione urbanistica della città di Civitavecchia risalente ai primi anni ’70 e sono da tempo interessati da diffuse fessurazioni negli intonaci e nelle murature delle unità abitative e nei locali esterni ed interrati adibiti a garage.

I caratteri dei dissesti, che sono proceduti nel tempo con differenti fasi di intensità, si sono estesi a quasi la totalità dei locali interni e risultano in gran parte riconducibili a cedimenti differenziali scontati dall’impianto di fondazione a suo tempo adottato che risulta del tipo a plinti isolati ed impostati sulla coltre di alterazione del flysch calcareo-marnoso basale.

Per ovviare a tali problematiche si è reso necessario ed improcrastinabile un intervento di consolidamento delle fondazioni che, stante l’impossibilità tecnico-economica di poter perseguire soluzioni ordinarie miranti a trasferire i carichi in profondità ed a garantire una maggiore rigidezza in fondazione, è stato necessariamente rivolto a migliorare ed uniformare le caratteristiche dei terreni di più scadenti caratteristiche meccaniche che ricoprono il substrato.

A tal fine, la scelta tecnologica è ricaduta sulle moderne e consolidate tecniche di miscelazione dei terreni, tipo “Soil mixing”, che consentono di migliorare in maniera controllata le caratteristiche locali di resistenza e di deformabilità dei terreni stessi attraverso la realizzazione di colonne di terreno consolidato mediante la sua miscelazione in posto con cemento.

Nel caso specifico, grazie all’impiego di un innovativo utensile di perforazione e miscelazione “ad apertura controllata”, è possibile variare il diametro delle colonne a profondità predefinite ed eseguire i trattamenti al di sotto dei plinti esistenti in modo relativamente poco invasivo, operando solo in stretta adiacenza ai punti di trasferimento dei carichi ai terreni.

La verifica delle modalità operative e della efficacia di un tale intervento è stata demandata ad uno specifico “campo prova” sperimentale eseguito direttamente sui terreni in posto.